10 comandamenti e corano

Nel personaggio di Rankstrail e anche in Io mi chiamo Yorsh viene affrontato il tema che da sempre mi ossessiona: lo stupro etnico.

Le considerazioni letterarie alla prossima puntata.

Oggi quelle religiose

La nostra civiltà comincia con la Legge, il decalogo.

Facciamo un riassunto: gli ebrei erano usciti da quattrocento anni di schiavitù in Egitto, e possiamo definire l’Egitto una civiltà di tipo piramidale, non è un caso che quando costruiscono qualcosa gli egiziani la costruiscono a forma di piramide. Una società piramidale vuol dire che il faraone aveva tutti i diritti, poteva fare quello che voleva, lo schiavo nessuno, nemmeno sopravvivere. Quando il faraone moriva, veniva seppellito in una piramide appunto, costruita apposta, insieme ai suoi schiavi preferiti, che venivano seppelliti insieme a lui perché se il faraone si fosse svegliato alle due del mattino che aveva bisogno di una minestrina calda e una tazza di tisana ci voleva qualcuno che gliele preparasse.

E magari questi schiavi non erano neanche così disperati, perché guadagnavano l’imbalsamatura. Il punto cruciale era l’imbalsamatura. Se la laringe veniva mangiata dai vermi perché nessuno s’era preso il disturbo imbalsamarlo, il morto non poteva entrare nel regno dei morti.

Per altro la teologia di quelli del lato nord del Mediterraneo non era molto diversa. Il padre di Ettore deve domandare ad Achille il cadavere del figlio, perché se non verrà seppellito secondo determinate regole, non si entrerà nel regno dei morti. Per andare al banchetto di odino bisognava essere stati forti e vincitori. Ovunque, da Sparta a Roma c’era la rupe: la rupe dove si buttavano i bambini malformati: la bruttezza e la debolezza erano crimini che si pagavano con la vita.

La legge di Mosè è la legge dopo la quale nessuno può essere tanto miserabile da non poter avere una morte degna. Nessuno dei dieci comandamenti dice:devi essere seppellito. Nessuno dei dieci comandamenti dice: devi essere stato bello. Nessuno dei dieci comandamenti dice: devi essere stato ricco, devi aver vinto qualcosa. Tutto questo non ha importanza, ma soprattutto la legge è uguale per tutti, non c’è più una distinzione tra faraone e schiavo. L’uguaglianza degli esseri umani nasce lì. Noi la diamo per scontata perché abbiamo tremila anni di quella legge che arriva dall’età del bronzo. Ma al di fuori di quella legge quest’uguaglianza non c’è.

E l’altra cosa straordinaria di quella legge sono gli ultimi due comandamenti: non desiderare la roba d’altri e non desiderare la donna d’altri.

Non desiderare la roba d’altri non sta proteggendo la proprietà privata, nemmeno non rubare stava proteggendo la proprietà privata, stava proteggendo la mia anima dalla tentazione di rubare, perché se io mi di distraggo a guardare la sua sciarpa, la sua collana, il suo maglione, mi distraggo, non sto concentrata sulla capacità che è stata data anche a me, perché ognuno di noi ha il suo talento – la stessa cosa che c’è nel buddismo – di raggiungere la felicità e la gioia. Non desiderare la roba d’altri, non desiderare la faccia degli altri, vorrei la faccia di Nicole Kidman e il sedere di Penelope Cruz e basta che trovi un chirurgo estetico un po’ bravino… No. Dobbiamo stare concentrati su noi stessi, su quello che ci è stato dato, fai meglio che puoi con quello che ci è stato dato, anche se è un corpo malato o sfigurato perché tutti hanno la possibilità di arrivare alla gioia.

Voglio la vita di un altro, perché gli altri sono ricchi e io sono povera?

Perché lui è nato sano e io sono nato malato?

Perché io sono stato deportato e agli altri hanno vite dove questo non è successo?

Non importa.

Stai concentrato su quello che hai.

Perché in ogni vita anche la più miserabile anche la più atroce ci sono le linee per poter raggiungere la gioia; se solo lo sappiamo.

O ci sono le linee per poter raggiungere la disperazione.

Avete notato che ci sono dei disgraziati che hanno la terrificante sfortuna di essere belli, giovani, ricchi e amati: gli attori di Hollywood. Quindi non imparano mai ad aver a che fare con la sconfitta sono la categoria al mondo che ha il tasso più alto di suicidio, di catastrofe familiare, di suicidio indiretto: overdose oppure incidente stradale, di entrata e uscita da cliniche di disintossicazione o dalla prigione.

C’è un monaco buddista che mentre stava morendo di stenti in un tribunale cinese ci ha lasciato scritto: “questo non è un luogo di prigionia ma il luogo dove la mia mente si è fusa con l’universo e ha trovato l’estasi”.

Noi siamo sempre gli unici padroni della nostra mente.

Per quanto infinita sia la notte che mi circonda da tutti i lati io sono e resto l’unico capitano della mia anima.

In questo comandamento ci sono le istruzioni per la resilienza.

Resilienza è un termine che nasce dall’ingegneria, fonde resistente ed elastico.

Come si fa ad essere resilienti?

Tieni l’attenzione concentrata su quello che hai non su quello che non hai, non guardare quello che hanno gli altri tieni l’attenzione concentrata su quello che hai.

«Non ho niente»

«Stai respirando»

Tieni l’attenzione concentrata sul piacere di respirare.

Tieni l’attenzione concentrata sulla bellezza, ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu stia facendo, cerca qualcosa di bello, tieni l’attenzione concentrata lì.

Nel campo di concentramento di Auschwitz il neurologo austriaco Viktor Frankl è sopravvissuto tenendo l’attenzione concentrata sulla bellezza. Una volta ha guardato per dieci minuti la bellezza di una testa d’aringa che aveva nella sbobba, guardando com’era bella, com’era simmetrica, immaginandola insieme alle altre aringhe mentre nuotava in un mare freddo e pulito.

Teneva l’attenzione concentrata sulle stelle quando non poteva vederle sapeva che c’erano e ne ripassava la posizione.

Teneva l’attenzione concentrata su sua moglie, lui ha tenuto l’attenzione concentrata sul momento in cui sarebbe uscito dal campo di concentramento per tornare a Vienna, sarebbe sceso dal tram, avrebbe fatto tre piani di scale, avrebbe suonato alla porta, lei avrebbe aperto e lui avrebbe detto:

«Guardami, eccomi, sono tornato».

Alla fine è successo, lui è uscito vivo dal campo di concentramento, è tornato a casa, ha bussato alla porta: lei non c’era. Tre giorni dopo il suo arresto sua moglie aveva messo i suoi vestiti migliori in una sacca ed era andata a consegnarsi alla Gestapo, aveva detto:

«Mio marito è stato arrestato. Vi prego, posso raggiungerlo?»

Ma lei non ce l’aveva fatta e per tutto il resto della sua vita Viktor Frankl ha tenuto l’attenzione concentrata su quanto fosse stato bello avere un amore di questo genere.

Teniamo l’attenzione concentrata su quello che abbiamo, sulla bellezza di respirare, sulla bellezza

di sentire il pavimento sotto ai piedi, sulla bellezza, al mattino, di svegliarci nei nostri letti e andare a lavarci i denti con l’acqua pulita, il dentifricio e lo spazzolino e diciamo grazie e questo ci darà, il paradiso non lo so, ma di sicuro ci darà il paradiso in terra.

 

Non desiderare la donna d’altri.

Perché lo dici ai maschi? Loro hanno il testosterone. Noi femmine abbiamo gli estro progestinici.

Il testosterone è dinamite. Gli estroprogestinici vanno bene per l’istinto materno per cui anche adesso che ho sessanta anni quando passo davanti ad una vetrina di passeggini mi fermo a guardarli.

Una donna normale pensa al sesso più o meno due volte al giorno quando abbiamo vent’anni, una volta al giorno quando ne abbiamo trenta, dai quaranta in poi una volta su due abbiamo mal di testa.

Un maschio normale pensa al sesso tre volte l’ora, quindi è la loro sessualità che andava imbrigliata.

Perché la sessualità maschile è qualcosa di meraviglioso, il corpo maschile è bellissimo, la sua potenza, la sua forza, ed è la cosa più bella del mondo quando un uomo e una donna si uniscono.

È scritto: “ Dio creò l’essere umano. Maschio e femmina lo creò. A sua immagine e somiglianza lo creò”.

Se Dio crea l’essere umano maschio e femmina a sua immagine e somiglianza Dio e sia padre che madre, ha in sé due principi e quando un uomo e una donna si uniscono lui raggiunge di nuovo la felicità assoluta per la sua interezza. Ma la sessualità maschile può essere anche la cosa più terribile e atroce che esista. Non desiderare la donna d’altri, non desiderare la donna che non ti ha scelto, non desiderarla nemmeno. Perché a me non è vietato? Perché io non ho la forza muscolare di imporre la mia sessualità a chi non la vuole.

Chi sono gli altri? Non desiderare la donna d’altri.

Se noi siamo gli assiri gli altri sono i babilonesi, se noi siamo i russi gli altri sono i tedeschi. Se noi siamo i tedeschi gli altri sono i russi. Stiamo parlando del più terribile dei crimini: l’ordine è non osare toccare la moglie dello sconfitto, la mamma di Astianatte, la moglie di Ettore, è al sicuro.

La guerra di Troia finisce con la presa della città: che fine fanno tra i civilissimi greci la moglie e il figlio dello sconfitto? Astianatte è ucciso, buttato giù dalle mura e sua madre dovrà diventare la schiava, cioè dovrà subire la sessualità di coloro che le hanno assassinato il figlio.

Nella religione ebraica e in quella cristiana lo stupro è vietato.

Nel corano la schiava, intesa come donna degli sconfitti, è prevista e deve subire la sessualità del padrone.

 

Quando per il favore divino la fortezza fu espugnata, il nemico perdette ogni forza e fu incapace di reagire. Il popolo fedele non incontrò più ostacoli e pose mano al saccheggio in piena sicurezza. Si potrebbe dire che la vista della possibilità di poter fare bottino di ragazzi e belle donne devastasse i loro cuori e i loro animi. Trassero fuori da tutti i palazzi, che uguagliavano il palazzo di Salomone e si avvicinavano alla sfera del cielo, trassero nelle strade strappandole dai letti d’oro, dalle tende tempestate di pietre preziose, le beltà greche, franche, russe, ungheresi, cinesi khotanesi, cioè in breve le belle dai morbidi capelli, uguali alle chiome degli idoli, appartenenti alle razze più diverse, e i giovinetti che suscitavano turbamento, incontri paradisiaci.

Questa è la descrizione della presa di Costantinopoli da parte di Maometto II. Il brano è preso da “Storia del signore della conquista” di Tarsun Beg Kemal, vale a dire è il racconto ufficiale, quello su cui i bambini turchi studiano la storia. La presa di Costantinopoli comincia con: abbiamo abusato di donne e ragazzini, scritto con fierezza, nero su bianco. Anche molti crociati avranno violato la legge, senz’altro, ma era vietato. C’era la castrazione e il taglio del naso se qualcuno si faceva pescare con le mani su una donna araba.

 

Maometto ha posseduto schiave, posseduto in tutti i sensi.

Questa è una prova sufficiente e definitiva sul fatto che Maometto non può essere l’erede di Mosè: ne viola la Legge. Moltissimi cristiani, inclusi papi, hanno violato tutti i dieci comandamenti, ma non il Fondatore. Gli uomini sono uomini, ma chi fonda una religione, non può violarne le leggi. Ci sono altre innumerevoli prove, l’assoluta mancanza di compassione di Maometto generale, il suo ricorrere alla guerra per convertire, ma questa da sola è sufficiente. Il Corano è la negazione di Bibbia e Vangelo e nessun dialogo interculturale è possibile tra una religione che ritiene che lo stupro sia lecito e una che lo condanna.Che Maometto sia l’erede di Mosè e Cristo è falso, falso e basta. Sarà poco cortese da dire a un miliardo e passa di creature umane, ma la carità è fatta dal dire la verità, anche se è dannatamente scortese. E gli esseri umani hanno una cervello e una capacità di cambiare straordinari, se solo riescono ad arrivare alla verità.

L’unico dialogo possibile con chi è nell’errore è spiegargli l’errore. È spiegandogli l’errore che gli vogliamo bene: questa è la fratellanza.

E con questo: buon ferragosto a tutti.

Silvana de Mari